DOMINGO N. 2
Partire dagli stati d'animo, dalle conversazioni skypizzate, o dal lavoro e dalle curiosità della città...?
Innanzitutto devo un po' accattivarmi i miei lettori fedeli, i miei più cari amici e amiche. Grazie per il tempo che dedicate a conoscere tutte le mie avventure. E con questo abbandono subito lo stile piagnisteo da carrambata che fa molto tv italian trash. Lo scrivere es otra cosa.
Il lavoro di questa settimana è stato talmente intenso da non potere essere riassunto ora, che è già domenica sera e la mente vola anche troppo al fantomatico lunedi che nessuno vorrebbe mai come da stereotipico luogo comune del lavoratore. Soprattutto oggi che forse a causa del troppo relax e del troppo tempo per pensare, sono stata sull'orlo di una lacrumuccia, ma no, non ancora, ha resistito cristallizata lì nel suo film oftalmico.
Tra le varie stranezze registrate questa settimana ci sono i clacson: alcuni clacson hanno lo stesso tono di un fischio a una bella donna (e spesso vengono usati con la stessa intenzione).
Venerdi sera: pizza alla Vendetta, un po' stile "Buitoni" ma rispetto all'altra da leccarsi i baffi, locale rustico ma dai particolari curati. E si scopre perchè i peperoni dell'altra volta non erano peperoni: qui si chiamano morrones.
Sabato sera: prima sera disco. Preserata al Flora, bar in riva al fiume, molto romantico con la vetrata, un po' spoglio, 2 Bayley's con ghiaccio. Il ghiaccio a parte con mollette prensili come fosse champagne e il liquore versato davanti a noi nel bicchiere. Signore anziane che arrivano a mezzanotte e ordinano da mangiare. Famiglie con bambini all'una ancora nel mezzo della nottata con nessuna intenzione di tornare a casa. Qui la famiglia vive anche la noche. La vita non finisce o almeno non perde tutto il brio quando ci sono dei pargoli. Mi piacerebbe portare questo in Italia con me, mi piacerebbe vivere una famiglia mia così.
E' domenica sera. La parola solitudine fa paura. Ma in questo mondo parallelo, è solo sera, nel mio mondo tutti dormono. E se io avessi bisogno ora? questo pensiero toglie l'aria. Ho ancora tanto lavoro da fare su di me per essere soddisfatta di questi tre mesi che verranno. Una conversazione di questi giorni mi ha fatto riflettere e star bene, su obiettivi, progetti, strade. Ma ancora quel morso e rimorso dentro di cose fatte male. Non si cancellano, ma forse ci si può allontanare e vedere dall'esterno. E cercare di spiegare perchè la mia mente va cadere sempre li, da quella parte di vita che devo ancora vivere, con una persona, che ho vissuto meno di tutto, prima di partire, che ha cambiato le carte. Come fare a sentirsi meglio, come fare a smettere il cerchio vizioso, quando si cade.
Con mille domande, il buio della sera, la speranza di dormire profondamente, l'ipod su musica soft, il pc sul mio letto, il pensiero alle persone che hanno fatto parte di me, e se mai capirò e saprò scegliere... Buonanotte, globo.
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